Centrali di controllo per l'antifurto

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Centrale di gestione dell'antifurto

Dopo avere scelto i sensori in funzione dell'ambiente da proteggere, è possibile scegliere la centrale più adatta. Solitamente la centrale provvede anche all'alimentazione dei sensori, e per questo motivo dev'essere collegata alla tensione di rete: quando questa manca, un accumulatore provvede ad alimentare l'intero impianto. La centrale deve fornire le indicazioni sullo stato del sistema di allarme: servizio o riposo, pronto all'inserimento, funzionalità dell'alimentazione, memoria degli allarmi. E' opportuno disporre di più circuiti di ingresso, uno per ogni sensore: talvolta, per economia, allo stesso ingresso vengono collegati più sensori, soprattutto di tipo perimetrale, ma in questo modo si perde la possibilità di identificare il sensore che ha provocato l'allarme, ed anche la possibilità di generare allarmi successivi al primo, se il primo sensore è rimasto in allarme. Per ogni circuito di ingresso, la centrale deve fornire indicazioni relative allo stato attuale, ed alla memoria di eventuali allarmi.La centrale esclude automaticamente il circuito di ingresso che ha generato tre allarmi, mantenendo la funzionalità degli altri ingressi; questa funzione limita gli allarmi in caso di guasto dei sensori. Spesso la centrale prevede la possibilità di esclusione di singoli sensori, che può essere utile in caso di guasto, ma non è molto comoda per l'utilizzo parziale del sistema. Ogni centrale dispone di un organo di comando, per il corretto utilizzo del sistema di allarme e di eventuali funzioni accessorie. L'organo di comando può prevedere anche stati di servizio parziale, che permettono l'utilizzo di alcuni locali mentre in altri locali è attiva la protezione antiintrusione. La centrale è dotata di temporizzatori programmabili, che determinano la durata dell'allarme, ed i ritardi di entrata ed uscita.

Alimentatore a batteria

Il sistema di allarme funziona a bassa tensione (12 Volt corrente continua) e necessita di un adatto alimentatore, collegato alla tensione di rete (230 Volt corrente alternata). L'alimentatore deve garantire il necessario isolamento, e la più alta immunità ai disturbi present sulla rete elettrica. Il funzionamento continuo è possibile grazie alla presenza di una batteria ricaricabile, ermetica, che non richiede manutenzione. La batteria è indispensabile, poichè brevi interruzioni della rete elettrica sono abbastanza frequenti, soprattutto durante la notte. Quando manca la tensione di rete, la batteria può scaricarsi, per essere poi ricaricata successivamente dall'alimentatore quando ritorna la tensione. La batteria deve essere sostituita ogni tre o quattro anni, ed anche quando rimane scarica per un lungo periodo. L'alimentatore e la batteria, che sono all'interno della centrale, rispondono a due parametri precisi: la corrente assorbita dall'intero sistema e l'autonomia richiesta in assenza di tensione di rete. Le apparecchiature migliori, che hanno un assorbimento ridotto, permettono una lunga autonomia anche con batterie di piccola capacità. Basso assorbimento significa quindi dimensioni e costi più contenuti per la batteria e per l'alimentatore. I sensori a basso assorbimento consentono inoltre l'utilizzo di cavi di collegamento più piccoli, con vantaggi estetici ed economici.

Temporizzatori

Quando l'organo di comando si trova all'interno della zona protetta, è previsto un certo tempo - solitamente circa un minuto - per l'uscita, mentre alcune decine di secondi servono per mettere a riposo il sistema, al ritorno. E' opportuno prevedere un avviso acustico di preallarme, che ricordi all'utente di agire sul sistema evitando allarmi impropri. I circuiti di temporizzazione interni alla centrale provvedono a queste funzioni, oltre a determinare la durata dell'allarme.