Sicurezza e valutazione del rischio

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Non esiste la sicurezza in senso assoluto e unitario: la vera sicurezza nasce come somma di tante componenti, ciascuna delle quali è relativa a un determinato ambito e va applicata secondo le proprie specifiche modalità.

Inoltre la sicurezza è come una catena, nel senso che è robusta tanto quanto il suo anello più debole. Cosi non ha senso, tanto per fare un esempio, mettere un portone blindato quando poi le finestre sul retro della propria abitazione rimangono aperte e incontrollate. Da ciò si evince che la sicurezza, o meglio una ragionevole sicurezza, si può ottenere solo come risultato di un procedimento che inizi con una fase di analisi delle esigenze e termini con una valutazione del rapporto costo/beneficio per ciascun elemento esaminato.

La sicurezza è dunque un processo, ossia un percorso formale che va attentamente progettato e attuato se si desidera che fornisca risultati efficaci. Tale processo deve essere costruito su di un modello, ossia una metodologia  in funzione dei risultati che si desiderano ottenere.

In generale si può dire  che oggetto della sicurezza è il mantenimento di alcune proprietà relative alle risorse oggetto di protezione.  Tali proprietà variano ovviamente in funzione della natura delle risorse e del tipo di attività cui sono sottoposte, per cui la prima cosa da fare per costruire un modello di sicurezza è stabilire cosa si deve proteggere. A fronte delle qualità da salvaguardare, occorre elencare per ciascuna risorsa le minacce che più verosimilmente potrebbero insidiarla, cercando anche di valutare la relativa pericolosità di ciascuna di esse.

Il risultato sarà una tabella nella quale si incroceranno risorse e minacce: ogni incrocio identificcherà un rischio, il quale va ulteriormente specificato in termini di probabilità di accadimento e di impatto sulla risorsa.

Dall’analisi dei rischi si potrà quindi stabilire un elenco di criticità dalla quale estrapolare una lista di priorità relativa alle azioni difensive da mettere in atto.